Con l'espressione Ballo da Sala si identificano oggi in Italia tre danze molto diffuse a livello nazionale: fox trot, tango, valzer lento. Il Ballo da Sala è adatto sia a chi intende avere un primo approccio con le gare, sia a chi vuole semplicemente imparare a ballare per puro divertimento.
Fox Trot: in Italia questo ballo è molto radicato, al punto tale che lo si considera rientrante nella nostra tradizione. È una danza classificabile come moderna, appartenente al genere della musica sincopata. Il programma del Fox trot attualmente praticato è snello ed essenziale. Depurato da figure estreme che testimoniavano la sua appartenenza al filone delle “danze animali” (USA 1920-1925), con 12-14 figure consente di muoversi agevolmente sia sulle piste libere sia nelle sale affollate.
Tango: il fascino del tango è dovuto principalmente alla sua anima, alla forza di una musica suggestiva e struggente. Il tango è come un quadro d'autore dove ogni elemento cromatico e grafico è parte essenziale dell'armonia complessiva. È uno dei tre balli che sono contemporaneamente nazionali e internazionali. Si distingue tra tango da sala, con un programma unico, e tango standard, articolato in tre livelli.
Valzer Lento: si potrebbe dire che il Valzer Lento sia l'italianizzazione del Valzer Inglese. Il tempo di questo ballo è 3/4. È caratterizzato da affascinanti rotazioni con il giro a destra e il giro a sinistra. Mentre nel tango e nel foxtrot i passi si contano con i veloci e con i lenti, nel valzer (inglese e viennese) si contano con i numeri da 1 a 6.
Il Liscio Unificato comprende tre balli: Mazurka (o Mazurca), Polka (o Polca), Valzer Viennese. È una disciplina tipicamente italiana, non presente negli altri paesi. Anche se nessuno di questi balli è nato in Italia, si ravvisa in essi una nostra tradizione culturale e musicale, non fosse altro che per la lunga pratica degli stessi da parte delle nostre popolazioni.
Mazurca: dalla seconda metà dell'800, periodo in cui è arrivata in Italia, la Mazurca ha subito varie rielaborazioni. Essendo molto amata e molto praticata dai ballerini, è stata oggetto di numerose personalizzazioni e caratterizzazioni regionali e locali. Basti pensare che agli inizi dell'800 si arrivò a catalogare ben 56 figure. Oggi le figure ufficiali sono ridotte all'essenziale e rimangono invariate da molti anni.
Polka: ballo dal ritmo orecchiabile e facile da seguire anche per i principianti. La polka, dal punto di vista musicale, prende le mosse dai ritmi di accompagnamento di alcune danze folcloristiche molto diffuse in Boemia agli inizi del 1800. Come ballo è una raffinata evoluzione di quelle stesse danze.
Il termine “polka” ha origine ceca e sul suo significato ci sono due ipotesi: una prima che lo traduce con l’aggettivo “polacca” e una seconda che lo fa derivare da “pulk o pulka”, che significa “metà” e si riferisce probabilmente al mezzo passo che la caratterizza.
In Italia oggi la polka è molto diffusa; fa parte sia della danza sportiva che della danza cosiddetta popolare e non manca mai come espressione di festa. C’è chi la balla in modo “camminato” che ricorda un po’ il filone elegante, ma la vera polka nazionale è quella saltellata, indubbiamente più caratteristica, briosa e tecnicamente impegnativa, nonché decisamente faticosa.
Valzer Viennese: questo ballo è presente sia nelle Danze Standard che nel Liscio Unificato, mantenendo inalterate le sue caratteristiche. Qualcuno ritiene che, nell'ambito del liscio unificato, sia preferibile parlare di valzer allegro o brillante più che di valzer viennese. La necessità di distinzione è legata solitamente al numero di battute al minuto con cui il brano viene suonato.
Danze Standard
(Quickstep, Slow Foxtrot, Tango, V. Viennese, V. Inglese)
La regolamentazione delle Danze standard è fissata a livello internazionale dalla IDSF (International Dance Sport Federation). Le Danze standard comprendono cinque discipline: Valzer Inglese, Tango, Valzer Viennese, Slow Foxtrot, Quickstep.
Quickstep: è una danza concepita a tavolino già perfetta, come risultante e sintesi di altre esperienze coreiche. Le origini del quickstep, in senso stretto, sono americane: tale ballo, in forma rudimentale, si è generato dal ragtime. La sua standardizzazione è avvenuta però secondo i parametri messi a punto dalla prestigiosa Scuola Inglese.
Secondo Alex Moore questo è il ballo più allegro di tutti ed è anche "la più attraente espressione del ritmo che il mondo abbia mai conosciuto". Il tempo musicale e il carattere stesso della danza fanno da premessa ad una spensierata interpretazione.
Slow Foxtrot: ha un ritmo che deve essere sentito fino in fondo e vissuto con la massima ispirazione possibile. Si tratta di un ballo molto delicato, tutto basato sul perfetto equilibrio fra le pause dei lenti ed i passaggi leggeri dei doppi veloci, con delle cadenze particolari che lo rendono originale. Lo slow foxtrot, pur essendo derivato dal Foxtrot, si è imposto come danza autonoma, conquistando una posizione di prestigio all'interno delle danze standard.
Tango: il successo del Tango è dovuto unicamente alla sua forza interna, alla musica suggestiva e struggente, insomma al suo DNA. È difficile che un brano di tango non sia bello (a parte i capolavori veri e propri). Il tango è come un quadro d'autore dove ogni elemento cromatico e grafico è parte essenziale dell'armonia complessiva: dai gruppi melodici a terzine alle semiminime, alle quintine, fino alle crome che ampliano il respiro della frase esaltando la battuta rigorosamente scandita dal basso.
Valzer Viennese: è il classico Valzer in 3/4 che tutti conosciamo. A differenza di altre danze che vantano decine di figure e che col passare del tempo si sono arricchite nei programmi, il Valzer viennese, attraverso gli anni, si è addirittura semplificato. Ha mantenuto le figure essenziali: giro naturale e giro rovescio, cambio avanti e cambio indietro, fleckerl naturale e fleckerl rovescio.
Valzer Inglese: questo ballo deriva dal Valzer Viennese. In Inghilterra i maestri di ballo si ingegnarono in tutti i modi per renderlo compatibile con i costumi della loro società. Il ritmo fu rallentato parecchio, in modo tale che le figure di coppia chiusa e l'esecuzione dei volteggi non avessero tecnicamente bisogno di uno stretto e permanente contatto dei danzatori. Nacque così il valzer inglese perfetta sintesi fra l'ispirazione poetica di fondo del Valzer e la delicatezza spirituale dell'Hesitation.
La categoria Balli Caraibici come disciplina autonoma di ballo è di recente formulazione in Europa e in Italia e comprende: Salsa, Merengue, Bachata e Mambo.
Salsa Cubana:indiscussa dominatrice dell’attuale ribalta delle danze di coppia, la salsa cubana è la più ballata, la più amata e ammirata dai giovani. Questa danza conquista per quel suo raffinato mix di tecnica e di libertà interpretativa.
La salsa cubana è supportata da un ritmo estremamente coinvolgente e trascinante, che le numerose orchestre presenti sul panorama mondiale contribuiscono a mantenere sempre vivo in un continuo fermento artistico di ricerca musicale.
La salsa nasce a Cuba negli anni ‘60, dal son, ballo dalla forma più lenta e composta. Ma la salsa (dallo spagnolo sale, salsa, cioè sapore “sabor” come dicono volentieri i cubani), come la conosciamo noi, non è solo son, bensì un’unione fra la cultura musicale afro-cubana e quella degli altri popoli del bacino del mar dei Caraibi. Furono i giovani cubani dell’epoca, insofferenti al conformismo implicito nelle movenze del son, che reclamarono maggiore libertà espressiva cercando nel repertorio dei balli USA e nella loro sfrenata fantasia.
Salsa Portoricana: sta prendendo sempre più piede in questi ultimi anni ed un numero sempre maggiore di ballerini si sta avvicinando a questo stile che, rispetto alla salsa cubana, è più elegante e "composto".
Ci sono due caratteristiche principali che contraddistinguono il portoricano: una è che la coppia balla e si scambia in linea e non ha la rotazione in senso orario, tipica della cubana, e l’altra sono i cosiddetti passitos, ovvero un complesso di figure che vengono eseguite in singolo durante il ballo, di solito interpretando una parte musicale particolarmente sabrosa.
In questo stile la ballerina può esprimere maggiormente la sua femminilità e le figure guidate dal cavaliere ne esaltano l’eleganza.
Per quanto riguarda la musica, i pezzi da portoricana, chiamati comunemente "salsa romantica", sono un po’ più lenti rispetto ai ritmi della cubana; per quello che riguarda invece il tempo esistono varie scuole di pensiero: se la cubana si balla indiscutibilmente sull’1, sentendo quindi i battiti forti, che va comunque bene, la portoricana acquista più sabor se ballata sul “break on 2” o contrattempo, dove il ballerino sfrutta i battiti deboli della frase musicale, determinando un impatto visivo di perfetta armonia sul ritmo e la melodia.
Merengue: danza nazionale della Repubblica Dominicana, festaiola e istintivamente inebriante, espressione dello spirito allegro e pacifico del popolo dominicano. A Santo Domingo, il 15 luglio, si tiene il Festival del Merèngue, ma il passo ed il ritmo travolgente di questa antica danza caratterizzano la vita del paese in ogni momento dell'anno. Per il suo ritmo veloce ed allegro e per la relativa facilità dei suoi passi fondamentali, questa danza ha ormai raggiunto tutto il mondo, grazie anche a J.L. Guerra.
Ha una tecnica di base semplicissima e alla portata di tutti, per questo è la danza con cui, solitamente, si inizia l’avviamento di un corso di danze caraibiche.
Bachata: è l’equivalente del bolero cubano e, in parte, del nostro “lento”. La bachata è un ballo a ritmo moderato che, a partire dalla metà degli anni ‘80 sta suscitando progressivamente curiosità e, grazie alla folta comunità di dominicani presenti in Europa, si sta ritagliando un buon successo. È una danza facile, non faticosa e ben accettata nelle serate di musica caraibica, fra una serie di merengue scatenate e di salse acrobatiche, quale sano momento di relax attivo. La musica è caratterizzata da testi struggenti colmi di amori finiti, di buoni sentimenti e di malinconia oltre che dai soliti doppi sensi a carattere sessuale tipici della cultura caraibica.
Latino americani
(Cha Cha Cha, Jive, Samba, Rumba, PASO DOBLE, LATIN HUSTLE)
Le Danze ufficialmente classificate come Latino-Americane sono: Cha Cha Cha, Rumba, Jive, Samba e Paso Doble. Per ognuna di esse sono state costruite nel corso degli anni molte figure e ne vengono continuamente inventate di nuove. Ciò è dovuto al fatto che sono molto diffuse e, per la loro stessa natura, si prestano più di altri balli ad originali interpretazioni personali e alla fantasia creativa. Attraverso l'insegnamento e la pratica anche spontanea sono state assimilate molto bene dalla cultura europea, nonostante si tratti di danze lontane dal nostro codice genetico.
Cha cha cha: nasce dal mambo come sua semplificazione ritmica. Originariamente era caratterizzato da testi a carattere di critica sociale, satirica, allusiva. Da qualche anno è tornato di attualità grazie al successo delle danze caraibiche e molti locali lo propongono fra una serie di salsa e una di merengue. Riguardo al nome “cha cha cha”, fonti autorevoli fanno risalire l’originale ispirazione al fruscio prodotto dalle suole delle scarpe delle ballerine sul pavimento durante lo chassé.
Jive: è il ballo più movimentato fra le danze latino-americane. Il suo ritmo è frenetico, le sue figure richiedono stile, resistenza fisica, forza ed elasticità. L'uso delle mani ha un ruolo determinante non inferiore a quello dei piedi.
Samba: in origine era una danza della fertilità che si ballava in Angola. La parola samba, infatti, in lingua bantu definisce l'ancheggio del bacino. Il samba approda in Sud America con gli africani che vengono portati in schiavitù per lavorare nelle piantagioni brasiliane di canna da zucchero.
Fino all’inizio del ‘900, a Rio de Janeiro, i sambisti erano per lo più neri e diseredatati, perseguitati dalla polizia e il loro ballo era mal visto dalla borghesia. Intorno agli anni ‘20 il Samba comincia ad essere universalmente accettato e diventa la colonna sonora del Brasile e del carnevale più famoso del mondo.
Trascinante, effervescente, pieno di vitalità, è il ballo della seduzione: la donna mostra il suo corpo e la sua grazia mentre l'uomo, girandole intorno, se ne compiace e a sua volta mostra la propria abilità e simpatia per sperare di essere accettato.
Rumba: nasce a Cuba, dopo l'abolizione della schiavitù. I ritmi erano dettati dal tamburo ed accompagnati, per lo più, da bongos e claves.
Originariamente la Rumba si diversificava in Columbi, Yambù o Guaguancò, a seconda dei passi e del significato allegorico che questi assumevano. Naturalmente questa danza ha poi subito modificazioni nei paesi sudamericani ed europei. Anche oggi, comunque, la Rumba ha tre varianti principali: lenta (la più diffusa), accelerata e veloce.
Per gli studiosi di storia della danza, il termine rumba indica qualcosa di più che un semplice ballo: identifica un genere musicale e coreico comprensivo di un insieme di balli. Nella lingua spagnola il verbo rumbear definisce un particolare modo di ballare, basato sui movimenti seducenti dei fianchi e del bacino. Il “rumbeare” è tipico di molti balli caraibici e latino-americani, antichi e moderni.
Paso Doble: le figure costruite per questo ballo sono di grande spessore artistico, tutte ispirate alle azioni del torero nella lotta contro il toro. Non è facile ballare il paso doble se non si entra nello spirito giusto. In questa danza sono coinvolte tutte le parti del corpo: le gambe, le mani, lo sguardo, il volto nel suo insieme. Il cavaliere deve dimostrare carattere e forza fisica notevoli. Il corpo della dama deve essere scattante: docile e nervoso.
Il paso doble, nonostante sia un tipico ballo da competizione, ricco di figure difficili, ha sempre riscontrato un largo successo popolare.
Latin Hustle: è un ballo composto da figure e coreografie molto spettacolari, che ricorda lo stile reso famoso da John Travolta nella celebre pellicola “Saturday Night Fever” (la Febbre del Sabato sera). Nato alla fine degli anni ’80 negli Stati Uniti come evoluzione della salsa, era destinato prevalentemente ad un pubblico giovane e studiato dall’industria discografica per il mondo delle discoteche, che fino a quel momento non avevano riscosso particolare successo. Ancora oggi è molto diffuso negli Stati Uniti e anche in Italia sta ritornando molto di moda.